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Intermodalità e merci
Il riequilibrio tra le diverse modalità di trasporto è un obiettivo strategico di primaria importanza: in Italia e in Europa, a fronte di una continua crescita della domanda di mobilità, continua a crescere anche il traffico su gomma con i suoi alti costi ambientali, economici e sociali legati all’inquinamento, all’incidentalità, al traffico, alla penalizzazione del sistema produttivo e distributivo.
Dal Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti 2009-2010, risulta in Italia per l’anno 2009, un traffico merci complessivo stimabile in poco più di 210 miliardi di tonnellate-km, con un decremento del 5,1% rispetto all’anno precedente; mentre per il traffico passeggeri risulta – sempre per il 2009 – un incremento del 4,2% (pari a oltre 938 miliardi di passeggeri-km).
Nel 2009 il traffico merci si è svolto per il 62,28% su strada e per l'9,26% su ferrovia; nello stesso anno il traffico passeggeri ha scelto la strada nel 92,07% dei casi e nel 5,91% la ferrovia.
In questo scenario, il gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale gioca un ruolo di primo piano nella crescita sostenibile del sistema dei trasporti. I suoi compiti principali – garantire l’accesso equo e non discriminatorio ai treni delle diverse imprese ferroviarie e investire nello sviluppo e nel potenziamento dell’infrastruttura - si declinano infatti anche nella realizzazione e gestione di impianti integrati e intermodali che massimizzino l’accessibilità della ferrovia sia per i passeggeri che per le merci.
Intermodalità per i passeggeri
Per favorire il migliore accesso dei passeggeri ai servizi ferroviari, RFI realizza e favorisce la realizzazione di parcheggi di scambio nelle aree adiacenti le stazioni. I parcheggi - quando non nascono come parte integrante delle nuove stazioni, come avviene ad esempio per le stazioni AV in costruzione che prevedono tutte ampie aree destinate alla sosta delle auto - utilizzano aree di pertinenza ferroviaria, nell’ambito di più ampi interventi di riqualificazione urbana.Specificamente destinata a questo tipo di attività è la società Metropark, del Gruppo Ferrovie dello Stato italiane.
Intermodalità per le merci
I profondi mutamenti che da tempo interessano il comparto merci, spinti dai processi di trasformazione a livello internazionale e principalmente dall’apertura dei mercati, richiedono un forte adeguamento strategico e organizzativo del sistema ferroviario nel suo complesso, tale da accrescere, in un’ottica di sistema, la competitività del Paese, attraverso una più efficiente e razionale organizzazione del trasporto delle merci.
In questo scenario RFI sta puntando principalmente ad un potenziamento strutturale, ad un ammodernamento tecnologico e alla realizzazione di nuovi itinerari, al di fuori dei nodi metropolitani, attraverso l’individuazione, in prossimità delle grandi reti stradali, di piattaforme integrate pensate per favorire forme di trasporto combinato più avanzate e vantaggiose.
RFI mette a disposizione delle merci impianti dedicati tra cui aree di scambio tra trasporto su ferro e trasporto su gomma (i centri intermodali), scali ferroviari, per il carico e lo scarico delle merci e raccordi ferroviari, per il collegamento diretto tra gli stabilimenti produttivi e la rete ferroviaria.
Per rispondere alle esigenze del mercato nazionale ed europeo e per soddisfare le richieste degli operatori e degli enti locali, RFI - in coerenza con il Piano industriale del Gruppo - sta sviluppando azioni mirate allo sviluppo dell’intermodalità e all’ottimizzazione dei servizi nei terminali merci. Tra le principali azioni previste/in corso:
- l’integrazione nel sistema della logistica di una rete di terminali intermodali,
- il consolidamento della esistente rete di terminali pubblici,
- l’integrazione di servizi di supporto alle attività logistiche e di “terminalizzazione” delle merci (ad esempio manovra, regolazione della circolazione ferroviaria e stradale, carico e scarico di carri ferroviari e camion).
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