FS NEWS >

Corridoi core- rete TEN-T

Dei nove corridoi core che costituiscono l'asse portante della Trans European Network-Transport (rete TEN-T), definita dal Regolamento Europeo 1315/2013, quattro interessano l'Italia, attraversandola da nord a sud e da ovest ad est: il Baltico-Adriatico, lo Scandinavo-Mediterraneo ,il Reno-Alpi, il Mediterraneo.

Sui tratti nazionali dei quattro corridoi, RFI, insieme agli altri Gestori dell'infrastruttura europei e con il sostegno finanziario dell'Unione Europea, sviluppa gli investimenti e gli interventi in grado di garantire, entro il 2030, il potenziamento, l'efficientamento e l'adeguamento dell'infrastruttura ai parametri di interoperabilità.




cartina corridoi europei

La politica europea per le reti transeuropee (TENs) per i trasporti, l’energia e le telecomunicazioni nasce nel 1993 sulla base del Titolo XVI, articoli 170.172, del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea. Le TENs consentono il funzionamento del mercato interno, collegando le regioni europee e connettendo l’Europa con il resto del mondo. 

La creazione e lo sviluppo delle reti TEN mira all’interconnessione delle reti infrastrutturali nazionali assicurandone l’interoperabilità con interventi basati sulla definizione di standards comuni per la rimozione di barriere tecniche.

Le reti transeuropee per i trasporti sono state ridefinite dal Regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio dell'11 dicembre 2013 che ne ha stabilito gli orientamenti di sviluppo secondo una struttura a "doppio strato": una rete centrale (core), di maggior rilevanza strategica per il mercato interno UE, da completare entro il 2030, e una rete globale  (comprehensive) da completare entro il 2050. 

Entrambe sono costituite da corridoi transnazionali multimodali (ferro, strada, vie navigabili) che si intersecano tra loro per creare un un fitto tessuto connettivo tra le diverse regioni europee e tra i grandi terminali portuali e aeroportuali con l'obiettivo di aumentare l'efficienza e la sostenibilità dei sistemi di trasporto,  la loro capacità di contribuire alla coesione dei territori e delle collettività, di migliorare i servizi di mobilità e la loro accessibilità ai viaggiatori e alle merci.

 



Corridoio Baltico – Adriatico: si estende dai porti polacchi di Gdansk e Gdynia e da Szczecin e da Swinoujscie e, passando attraverso la Repubblica Ceca o la Slovacchia e l’Austria orientale, raggiunge il porto sloveno di Capodistria e i porti italiani di Trieste, Venezia e Ravenna. Il corridoio comprende ferrovie, strade, aeroporti, porti e terminali ferroviario-stradali (RRT). I progetti principali sono la galleria di base del Semmering e la linea ferroviaria del Koralm (Graz-Klagenfurt) in Austria.

Corridoio Scandinavo – Mediterraneo: si estende dal confine russo-finlandese e dai porti finlandesi di HaminaKotka, Helsinki e Turku-Naantali a Stoccolma,  attraverso “un’autostrada del mare”, e attraversa, con una sezione da Oslo, la Svezia meridionale, la Danimarca, la Germania (collegamenti con i porti di Brema, Amburgo e Rostock), l’Austria occidentale, l’Italia (collegamenti con i porti di La Spezia, Livorno, Ancona, Bari, Taranto, Napoli e Palermo) e raggiunge Malta .
Il corridoio comprende ferrovie, strade, aeroporti, porti, terminali ferroviario-stradali (RRT) e sezioni di “autostrada del mare”. I progetti principali di questo corridoio sono il collegamento fisso del Fehmarn Belt e, per l'Italia, la galleria base del Brennero.

Corridoio Reno – Alpi: collega i porti del Mare del Nord di Anversa, Rotterdam e Amsterdam e il porto italiano di Genova attraversando la valle del Reno, Basilea e Milano.
Il corridoio comprende ferrovie, strade, aeroporti, porti, terminali ferroviario-stradali e il Reno come via navigabile interna.

Corridoio Mediterraneo: collega i porti di Algeciras, Cartagena, Valencia, Tarragona e Barcellona nella Penisola iberica, con l’Ungheria e il confine ucraino, passando per il sud della Francia, l’Italia settentrionale e la Slovenia, con una sezione in Croazia.
Il corridoio comprende ferrovie, strade, aeroporti, porti e terminali ferroviario-stradali e, nell’Italia settentrionale, la via navigabile interna costituita dal fiume Po. I progetti principali del corridoio sono le linee ferroviarie a scartamento standard UIC in Spagna, la galleria ferroviaria Torino-Lione  e il collegamento Trieste/Capodistria- Lubiana attraverso la regione carsica.

 



Il Regolamento 1315/2013 prevede per ogni corridoio «core» la nomina da parte della Commissione di un Coordinatore Europeo con il compito principale di produrre un «Corridor work plan» d’intesa con gli Stati membri competenti e con l’assistenza di forum consultivo («CorridorForum») rappresentativo dei soggetti  portatori di interesse del corridoio. 

Il Coordinatore  europeo:

  • sostiene la realizzazione coordinata del corridoio della rete centrale e in particolare la tempestiva attuazione del  relativo piano di lavoro per singolo corridoio in questione;
  • redige il piano di lavoro relativo al corridoio di concerto con gli Stati membri e ne  controlla l'attuazione;
  • consulta il Forum del corridoio in relazione al piano di lavoro e la relativa realizzazione; riferisce agli Stati membri, alla Commissione e, se opportuno, a tutti gli altri soggetti direttamente coinvolti nello sviluppo del corridoio della rete centrale su eventuali difficoltà incontrate e,  soprattutto quando è  impedito lo sviluppo di un corridoio, al fine di contribuire a trovare le soluzioni appropriate;
  • redige ogni anno una relazione per il Parlamento europeo, il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri interessati in merito ai progressi ottenuti nella realizzazione del corridoio in questione;
  • esamina la domanda di servizi di trasporto, le possibilità di finanziamento degli investimenti, i passi da intraprendere e le condizioni da soddisfare per facilitare l'accesso alle forme di finanziamento e formulare le raccomandazioni adeguate. Può inoltre consultare, insieme agli Stati membri interessati, le autorità regionali e locali, gli operatori dei trasporti, gli utenti  e i rappresentanti della società civile  in relazione al Work Plan  e alla sua realizzazione.

RFI  coopera e coadiuva il coordinatore europeo fornendo le informazioni necessarie all'esecuzione del Work Plan, dando il proprio supporto in merito al coordinamento dei piani nazionali infrastrutturali per lo sviluppo dei corridoi.