FS NEWS >

L'archeologia

via collatina Con la realizzazione di nuove linee ferroviarie in italia, spesso RFI si trova a dover gestire il ritrovamento di importanti testimonianze  storico-archeologiche.

Su larga scala ,la gestione del patrimonio archeologico rinvenutro in occasione di lavori ferroviari è stata affrontata  durante la realizzazione delle linee AV/AC Torino-Milano-Napoli.

RFI  e  le Soprintendenze hanno concordato una metodologia per eseguire il monitoraggio archeologico del territorio: attraverso lo studio delle fonti, dei rilievi topografici e delle ricognizioni aeree si è convenuto di comporre una mappa del rischio archeologico sulla cui base si individua il tracciato in grado di interferire il meno possibile con le testimonianze archeologiche. 

A tale mappatura seguono le attività di indagine archeologica, la liberatoria sulle aree su cui dare inizio ai lavori, i successivi interventi di valorizzazione e tutela dei beni rinvenuti. 

Passati alla fase di costruzione, per i siti portati alla luce durante le indagini preliminari sul campo, sono di volta in volta definiti gli interventi sui reperti, scelti in base alla rilevanza del ritrovamento. Per tutti i ritrovamenti sono previsti opportuni scavi e acquisizioni documentali. Per quelli ritenuti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali di particolare rilevanza, sono previsti interventi che vanno dallo studio di alternative progettuali di minore impatto sul reperto fino allo “smontaggio” del bene rinvenuto anche mediante l’uso di tecnologie innovative che ne permettano lo spostamento nella maniera più fedele: e’ il caso dell’antica Via Collatina, rinvenuta nei pressi di Roma, rimossa per singoli basoli, dopo rilievi laser eseguiti con la tecnica innovativa della Macro Reverse Engeenering che ne consente il riposizionamento in un’area adiacente destinata a parco archeologico. 

A seguito di un ritrovamento archeologico, gli interventi che si rendessero necessari, anch’essi eseguiti in collaborazione con le Soprintendenze, sono disciplinati attraverso specifici Accordi con gli Enti locali: il consolidamento e restauro di siti antichi (caso delle tombe etrusche a Sesto Fiorentino); l’allestimento museale secondo i criteri più innovativi (caso del museo di Segni); la realizzazione di poli di attrazione culturale (parco archeologico della zona di via Serenissima a Roma); la prosecuzione dello scavo anche al di fuori della fascia ferroviaria (villa romana di Corcolle); la realizzazione di pubblicazioni tradizionali e multimediali con l’ausilio delle tecniche di ricostruzione 3D dei beni rinvenuti. 

Numero siti archeologici rinvenuti

Torino-Milano            23
Milano-Bologna         96
Bologna                      3
Bologna-Firenze        13
Roma                         23
Roma-Napoli             149
Napoli                           4

Un esempio: la linea AV/AC Roma-Napoli


Per valutare l'impatto sui progetti delle nuove linee AV/AC delle problematiche connesse ai ritrovamenti archeologici, basta fare riferimento alla tratta AV/AC Roma-Napoli: lungo i primi 200 km di tale linea è stato rinvenuto in media un sito ogni 500 metri. Ciascuno è stato scavato e documentato e, in base alla rilevanza, sono stati sviluppati i successivi interventi. 

Per i siti di particolare rilievo, è stato necessario ricorrere ad interventi particolari quali: varianti al progetto ferroviario, scavi in estensione al di fuori della fascia di esproprio, consolidamento o restauro parziale o totale delle strutture rinvenute, valorizzazione tramite allestimenti museali ad hoc e/o pubblicazioni. 

Sul costo complessivo della linea AV Roma-Napoli “l’archeologia” ha inciso finora per oltre il 5% del totale.