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La nuova stazione Roma Tiburtina
Parte dell'ampio intervento urbanistico concordato da Comune e Ferrovie dello Stato, la progettazione della nuova stazione Roma Tiburtina - destinata a diventare nodo di scambio intermodale di livello internazionale, nazionale, regionale e metropolitano - è stata l'occasione per disegnare una nuova centralità urbana, in grado di riconnettere due quartieri, Pietralata e Nomentano, storicamente separati dalla ferrovia. Alla stazione, pensata come una grande galleria aerea, è affidato il compito di ricucirli, sia attraverso il sistema di servizi contenuti al suo interno, sia attraverso l’elemento del grande boulevard urbano , coperto e sopraelevato, che scavalca i binari.
Carattere centrale della nuova Roma Tiburtina è la conformazione di stazione “a ponte”.
Elementi costitutivi: due atri, uno sul lato Nomentano (ovest) e l’altro lato Pietralata (est) uniti dalla galleria-ponte da cui si accede alla quota dei binari. Il progetto - disegnato dal gruppo di progettazione ABDR (capogruppo Paolo Desideri) vincitore dell'apposito concorso internazionale di architettura promosso da RFI - interessa una superficie di circa 50.000 mq.
Il progetto
ll volume della galleria-ponte spicca a quota +9 metri dalla piastra esistente (in carpenteria metallica) al di sopra del fascio dei binari e si protende all’interno dei due atri. La copertura della galleria-ponte e dei due atri è strutturalmente costituita da un’unica travatura reticolare spaziale, sostenuta da colonne in acciaio. La facciata vetrata è costituita da una grande superficie di cristallo sostenuta da una orditura strutturale in montanti d’acciaio che, interrotta dall’aggetto di otto volumi sospesi alla struttura, avvolge senza soluzione di continuità il volume della galleria-ponte e quello dei due atri.L’atrio Nomentano collega verticalmente i diversi livelli della stazione: a quota –9,5 m il piano tecnico per il passaggio delle principali reti impiantistiche provenienti dalla centrale tecnologica, a quota –4,5 m la stazione Metro e i sottopassi ferroviari, a quota 0,00 m il piazzale antistante la stazione e a quota +9,00 m la galleria-ponte. Da questa attraverso le scale di collegamento si può scendere direttamente alle banchine e ai treni. L’atrio è connesso verso nord alla piazza ipogea a quota –4,5 m che funge da spazio di connessione tra la stazione della Metro, il sistema di sottopassi della stazione, l’uscita a quota stradale. Attorno alla piazza ipogea, ad esclusivo uso pedonale, sono dislocati spazi per servizi commerciali ai viaggiatori.
Tra la piazza ipogea e i binari, si trova il nuovo edificio lineare che ingloba il preesistente edificio ACEI (Apparato Centrale Elettrico ad Itinerari: l’apparato tecnologico a servizio della circolazione ferroviaria) e, a quota 0,00 m. , la centrale tecnologica provvisoria. Per marcare l’aspetto unitario dell’edificio lineare è stato progettato un sistema di facciata costituito da sottili elementi in cotto che rivestono l’edificio ACEI, la centrale e, attraversando l’atrio, la rampa provvisoria di accesso alla strada di servizio a lato della galleria-ponte a quota +9,00. La rampa metallica è stata progettata in aderenza all’edificio esistente sul lato sud dell’atrio stesso che contiene alcune funzioni di stazione.
Sul lato opposto, a quota +12,05 m, la galleria-ponte si innesta nell’atrio di Pietralata, scavalcando il tratto della Nuova Circonvallazione Interna (NCI). Analogamente all’atrio Nomentano, l’atrio Pietralata collega verticalmente la galleria-ponte, il parcheggio a raso al di sopra della tombatura della NCI a quota +6,00m, il piazzale antistante la stazione a quota 0,00 m., il parcheggio interrato e i sottopassi a quota –4,50 m. di collegamento con il lato Nomentano e la stazione Metro B.

