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Stazioni AV, nuovi luoghi per le città

Per le grandi città servite dalle nuove linee veloci, l'AV/AC rappresenta una sorta di "metropolitana d'Italia" - che le mette in diretta connessione, tra loro e con le grandi capitali europee - ma costituisce anche un tassello fondamentale nella riorganizzazione dell'intero sistema della mobilità cittadina. Grazie alla separazione e fluidificazione del traffico ferroviario e all'aumento della capacità dell'infrastruttura resa possibile dalle nuove linee, vengono infatti potenziati i servizi regionali e metropolitani a vantaggio del trasporto pubblico locale, con benefici per l'ambiente e per la qualità della vita nelle città.

E con le nuove linee, per le grandi città arriva anche il rinnovamento e la trasformazione di molte delle stazioni in cui fanno fermata i treni AV, completamente ristrutturate in funzione del nuovo servizio e delle nuove opportunità di trasporto, e in alcuni casi integrate da stazioni completamente nuove: è il caso dei nuovi monumentali complessi architettonici firmati da architetti di fama internazionale e delle nuove grandi opere di ingegneria ferroviaria – già in attività quelli di Torino Porta Susa, Bologna Centrale sotterranea, Reggio Emilia AV Mediopadana e in costruzione quelli di Firenze e Napoli Afragola. Così come le altre grandi stazioni servite dai treni AV, tutte sono concepite per svolgere - a seconda dei contesti in cui sono inserite - oltre alla funzione di grandi hub trasportistici, funzioni commerciali, culturali, di riqualificazione urbanistica e territoriale.




La stazione AV/AC di Torino Porta Susa Progetto: gruppo AREP con S. d’Ascia e A. Magnaghi           guarda più immagini >

L'architettura della nuova stazione, con la sua spettacolare galleria in acciaio e vetro lunga 386 metri e larga 30 dall'altezza variabile tra i 12 ai 13 metri sul livello della strada , usa un linguaggio fatto di trasparenza e leggerezza per proporre un grande boulevard che restituisce continuità ad un’area urbana storicamente interrotta dalla ferrovia.

In attività dal 2013, la stazione è servita da parcheggi, depositi, magazzini e locali tecnici, è integrata con la metropolitana e altri mezzi pubblici.

Con l'imponenza dei suoi volumi trasparenti,  non costituisce soltanto un omaggio in chiave moderna alle grandi hall storiche delle stazioni europee ottocentesche e alle celebri gallerie urbane del XIX secolo. I suoi 15.000 mq di pareti vetrate rappresentano infatti un sofisticato sistema che, grazie alla presenza di celle fotovoltaiche monocristalline posizionate tra i due strati delle lastre di vetro della copertura, produce ogni anno 680.000 KWh, una potenza equivalente alla gran parte dell’intero fabbisogno elettrico diurno dell’intero edificio. Le stesse celle fungono anche da schermo frangisole di densità variabile crescente, dal basso verso il colmo della copertura, e contribuiscono in estate al comfort ambientale della stazione.

Per queste caratteristiche nel dicembre 2013 Torino Porta Susa è stata insignita del Premio Solare Europeo da Eurosolar, associazione no-profit che concentra la sua attenzione sulle potenzialità offerte dalle sperimentazioni nel campo dell’architettura ecologica, dell’urbanistica responsabile e della mobilità urbana alternativa nella risoluzione dei problemi energetici. E nello stesso anno ha ottenuto il premio come “migliore stazione europea dell’anno” conferito nel corso dell’European Rail Congress.


La stazione AV/AC a Reggio Emilia progetto: Santiago Calatrava                                           guarda più immagini >

La nuova stazione, situata a circa 4 km a nord dal centro di Reggio Emilia, è l’unica fermata intermedia sulla linea Alta Velocità Milano – Bologna.  Realizzata da RFI e cofinanziata dalla Regione Emilia Romagna, la stazione - concepita in chiave di riqualificazione territoriale e trasportistica dell'area - è stata progetta dall'architetto Santiago Calatrava, autore anche dei progetti dei tre ponti di scavalcamento della vicina autostrada A1.

Costituita da una struttura di bianco acciaio/calcestruzzo e vetro, la stazione si sviluppa su due livelli, inglobando al piano superiore i binari della linea AV, le banchine e lo spazio delle risalite che conducono all’ingresso, al piano terra, con spazi riservati ai servizi commerciali. Per la sua realizzazione sono state utilizzate circa 14mila tonnellate di acciaio, quasi una volta e mezzo il peso della Tour Eiffel.

L’accesso ai treni è situato al primo piano della stazione, all’altezza dell’autostrada A1 che corre parallela, a circa 30 metri di distanza e che rende la stazione AV Mediopadana una delle opere architettoniche più viste. Da qui l’idea di Calatrava di una facciata ondulata - sia verso l’autostrada sia verso il piazzale di accesso - che consenta alla struttura, pur non avendo movimento, di acquisire quello di chi vi si muove intorno. Una copertura composta da una successione ripetuta di 19 portali a sezione chiusa e geometricamente differenti, per un totale di 457 portali, delinea l’andamento sinusoidale conferendo all’infrastruttura il particolare effetto onda. Per proteggere i passeggeri dagli eventi atmosferici, la copertura delle banchine laterali è in vetro stratificato, installato tra i portali di acciaio distanti tra loro un metro circa. La lunghezza complessiva della stazione è di 483 metri, la larghezza e l’altezza sono variabili fino a un massimo, rispettivamente, di 50 e 20 metri.

Per la sua posizione, la stazione Reggio Emilia AV Mediopadana,  costituisce un nodo di scambio intermodale sia con il traffico su gomma, pubblico e privato, grazie anche al grande parcheggio di scambio che sarà realizzato nell’area antistante, sia con il traffico ferroviario attestato nella stazione al centro di Reggio Emilia grazie alla nuova fermata sulla linea ferroviaria Reggio – Guastalla attualmente in fase di realizzazione.


Stazione Bologna AV/AC progetto: Italferr Spa, Gruppo Ferrovie dello Stato                 guarda più immagini >

In funzione a partire dal giugno 2013, la stazione AV di Bologna, posta a 23 m sotto la superficie in corrispondenza del piazzale della Stazione Centrale nell'area occupata dagli ultimi cinque binari, dal lato di via Carracci, è la chiave di volta di tutto il progetto di potenziamento del nodo ferroviario di Bologna.

La struttura avveniristica, realizzate mediante uno scavo urbano scavo a cielo aperto tra i più grandi in Europa, è costituita da un “camerone” interrato (640 m di lunghezza, 41 m di larghezza e 23 m di profondità) che si sviluppa su tre livelli collegati da un sistema di scale mobili, fisse e ascensori:

-  il piano AV (-23 m): costituito da 4 binari - denominati 16, 17, 18 e 19 - dedicati ai treni veloci e 2 banchine specializzate per i servizi Nord-Sud (direzione Roma/Napoli) e Sud/Nord (direzione Milano/Torino e Verona/Bolzano);

- il piano intermedio hall AV (-15 metri), è destinato ai servizi ferroviari (biglietterie self service, desk informativi, bagni) e commerciali (bar, edicola, eccetera) per i viaggiatori;

-  il piano kiss&ride (- 7 m), una strada sotterranea che attraversa la stazione in senso longitudinale, è utilizzato, come sosta breve, da taxi, auto private, mezzi di servizio e soccorso per carico e scarico persone (ingresso da via Fioravanti, uscita per i taxi su via de’ Carracci) e, come sosta lunga, grazie al collegamento con il parcheggio interrato dei Salesiani (488 posti disponibili dall’8 giugno; entrata su via Matteotti e su via Serlio). Dal kiss&ride si può inoltre accedere alle aree parcheggio (circa 300 posti) dei due mezzanini sottostanti.

Per la realizzazione di Bologna Centrale AV sono stati utilizzati materiali caratterizzati da alti valori di resistenza meccanica e chimica, stabilità e durevolezza che garantiranno benefici per le attività di mautenzione. Le pareti interne sono in gran parte in vetro, con caratteristiche di elevata resistenza al fuoco, per aumentare il comfort ambientale, la diffusione della luce naturale e la luminosità. L’illuminazione, con impianti a tecnologia LED a lunga durata, permette di diminuire i consumi energetici del 50% circa, contribuendo a contenere l’inquinamento atmosferico e un sensibile abbattimento dei costi di manutenzione.

Il sottoattraversamento AV di Bologna e la nuova stazione AV sono stati realizzati per decongestionare il Nodo di Bologna, interessato da un intenso traffico di treni locali, nazionali, internazionali e merci. Grazie alla nuova infrastruttura, infatti, è stata resa possibile la gestione separata dei flussi di traffico: treni regionali e metropolitani viaggiano in superficie, mentre quelli AV - esclusi quelli per Venezia e Ancona - in sotterranea (-23 metri). I quattro nuovi binari AV, decongestionando le linee esistenti di superficie, permettono un incremento della capacità di traffico del trasporto passeggeri e merci.                                                                                             


La stazione AV/AC di Firenze Belfiore progetto: Foster &Arup                                                     Guarda più immagini >

La nuova stazione, in realizzazione,  sorgerà nell’area di Belfiore ed è destinata a diventare il principale nodo di interscambio cittadino e regionale.

Sarà collegata alla stazione di Santa Maria Novella e al centro storico di Firenze da una nuova linea tranviaria e dai treni metropolitani di superficie.immagini

Il progetto avrà una “distribuzione verticale”: lo spazio interno è aperto a tutta altezza rendendo visibili i treni fin dalla superficie. Scale mobili e tapis roulant inclinati, attraverso percorsi segnati da diverse gradazioni di luce naturale e artificiale, collegano il piano del ferro (25 metri sotto il livello stradale) al piano terra, dove sono concentrati tutti i servizi di stazione e alle uscite verso i terminal degli autobus, la fermata del tram, i taxi, i parcheggi e le banchine dei treni regionali.

Superficie interessata dal nuovo progetto: 48.700mq 

>> Per saperne di più vai a WebInfoPoint FIRENZE AV


La stazione AV/AC di Roma Tiburtina
Progetto:   ABDR - capogruppo Paolo Desideri                                 guarda più foto >

La nuova stazione di Roma Tiburtina fa parte di un ampio intervento urbanistico concordato da Comune e Ferrovie dello Stato

La nuova Roma Tiburtina, in attività, è concepita come una grande galleria aerea vetrata sopraelevata (larga 60 metri, lunga 300 e alta 11 m) che scavalca il fascio dei binari in modo da riconnettere due quartieri, Pietralata e Nomentano, storicamente separati dalla ferrovia.

All’interno della galleria,sono collocati otto grandi volumi sospesi che ospitano uffici, sale riunioni,
ristoranti, servizi commerciali, ecc:
- sul lato sud sono collocate le sale d’attesa, e le attività di servizio al viaggiatore, che sono collegate con scale mobili alle banchine sottostanti
- sul lato opposto  sono invece distribuiti gli spazi commerciali, che contribuiscono a
caratterizzare il corpo centrale della stazione come un lungo viale coperto, da percorrere sia per accedere ai binari che per fruire dei servizi commerciali o per raggiungere a piedi la zona di Pietralata o Nomentana.

Attento alle esigenze strutturali e funzionali, il progetto si caratterizza anche per le soluzioni bioclimatiche previste.

Questi i numeri chiave della nuova Roma Tiburtina: ● 50.000 mq la superficie ● 4.000 mq le aree dei servizi di stazione primari ● 36.000 mq le aree dei servizi secondari, tecnici e connettivi ● 7.000 mq di vetrate esterne● 20 binari● 29 ascensori e montacarichi● 52 scale mobili

Completano l’intervento, che ha nella stazione il suo epicentro, complessi immobiliari, centri direzionali e hotel e la creazione di aree a verde, attrezzate con servizi culturali, sociali sportivi e ricreativi.



La stazione AV/AC di Napoli Afragola progetto: Zaha Hadid Architects                                        guarda più immagini >

La nuova stazione di Napoli Afragola, la “porta” partenopea dell’AV, in realizzazione, sorgerà 3 km a nord di Napoli, e costituirà un'occasione di riqualificazione territoriale dell'area dell’interland napoletano.

Napoli Centrale rimarrà la stazione che accoglierà i treni veloci diretti al cuore della città mentre Napoli Afragola funzionerà come nodo di scambio con le linee veloci verso sud e con i servizi ferroviari regionali.

Il progetto, firmato da Zaha Hadid, si connota come segno architettonico di forte identità per tutto il territorio. La stazione è concepita come un ponte che, vitalizzato dalle funzioni commerciali, segna un percorso entro un volume di calcestruzzo e vetro che assicura la connessione del tessuto urbano scavalcando la ferrovia.

Superficie interessata dal nuovo progetto: 38.000 mq