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L'inserimento territoriale




immagine di esempio d'inserimento territoriale - Galleria Fontanellato (Pr) RFI orienta tutti i suoi interventi di sviluppo infrastrutturale alla minimizzazione degli impatti siano essi sull’ambiente (nelle sue componenti paesaggistiche, urbanistiche, idrogeologiche, acustiche, ecc), sul contesto storico archeologico dei territori interessati da nuove infrastrutture, sul contesto sociale e produttivo (come nel caso di nuove linee in aree densamente abitate o industrializzate).


immagine di inserimento ambientale - viadotto sul Po Tra i principali impegni che RFI persegue proattivamente, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia, organicamente presentati nel proprio Rapporto Ambientale:
  • la progettazione e realizzazione di interventi infrastrutturali improntati alla minimizzazione degli impatti sul territorio e sottoposti al vaglio delle diverse procedure di approvazione e pubblicizzazione previste dalla legge per le diverse tipologie di opere. Tra queste la Valutazione di Impatto Ambientale, che certifica la compatibilità dell’opera, ne prescrive eventualmente gli interventi di miglioramenti, la Conferenza di servizi, in cui le istituzioni locali e centrali competenti all’approvazione dell’opera si confrontano per adeguare l'opera alle esigenze socio-ambientali dei territori interessati e per individuare (attraverso specifici accordi) gli interventi di mitigazione dell’impatto ambientale più idonei, la disciplina speciale prevista dalla legge per le opere prioritarie dal 2002, con l'entrata in vigore della Legge Obiettivo e del relativo decreto di attuazione; 

  • la realizzazione di interventi di mitigazione degli impatti delle nuove opere ferroviarie e di miglioramento progressivo dell’inserimento delle infrastrutture esistenti, anch’essi sottoposti a specifiche procedure di approvazione e pubblicizzazione (come ad esempio gli interventi di mitigazione dell’impatto acustico) 

  • l'implementazione e l'impiego di materiali ambientalmente meno critici in sostituzione di altri invece critici (ad esempio la sostituzione delle traversine dei binari di legno con traverse in CAP (cemento armato prepressato) 

  • la formazione e la sensibilizzazione dei propri dipendenti e l’inserimento di criteri di valutazione ambientale nella selezione dei propri fornitori ed appaltatori 

  • la cooperazione con le istituzioni nazionali e locali di governo dell’ambiente e del territorio anche attraverso specifici Accordi orientati allo sviluppo delle infrastrutture e al loro inserimento nel territorio. Tra questi di particolare rilevanza sono gli Accordi Quadro con le Regioni per l’integrazione delle opere ferroviarie con gli obiettivi di programmazione nazionale e locale nella logica di permeabilità delle diverse reti di trasporto, gli Accordi con il Ministero dell’Ambiente sottoscritti ad esempio per le linee AV/AC Torino-Milano, Napoli per la corretta attuazione degli impegni assunti dalle parti in merito alle misure di mitigazione dell’impatto ambientale delle tratte AV e la verifica in corso d’opera della loro reale efficacia 

  • la collaborazione con enti di ricerca, con organismi nazionali e esteri e con gli altri Gestori dell’Infrastruttura europei per l’individuazione di soluzioni tecniche e gestionali orientate alla migliore sostenibilità ambientale delle infrastrutture ferroviarie