Mobilità sostenibile

Il riequilibrio tra le diverse modalità di trasporto è un obiettivo strategico di primaria importanza: in Italia e in Europa, a fronte di una continua crescita della domanda di mobilità, continua a crescere anche il traffico su gomma con i suoi alti costi ambientali, economici e sociali legati all’inquinamento, all’incidentalità, al traffico, alla penalizzazione del sistema produttivo e distributivo.

Dal  Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti 2016-2017, risulta in Italia per l’anno 2017, un traffico merci complessivo stimabile in 187 miliardi di tonnellate-km, con un aumento di oltre il 2% rispetto all’anno precedente; mentre il traffico passeggeri risulta complessivamente pari a circa 970 miliardi di passeggeri-km, con un aumento del 4% rispetto al 2016.

A fronte di queste consistenze e delle variazioni rispetto all’anno precedente, nel 2017 il traffico merci si è svolto per il 52% (-0,6% rispetto al 2016) su strada e per l'11,9% su ferrovia. Nello stesso anno, relativamente ai trasporti collettivi extraurbani, la strada (92 miliardi di passeggeri km nel 2017, pari al 9,5%) prevale ancora sulle ferrovie (5,5%, stabile rispetto al 2016).

In questo scenario, il Gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale gioca un ruolo di primo piano nella crescita sostenibile del sistema dei trasporti. I suoi compiti principali – garantire l’accesso equo e non discriminatorio ai treni delle diverse imprese ferroviarie, garantire la circolazione in sicurezza e la continua efficienza della rete e il suo sviluppo - convergono in ultima analisi sull'obiettivo di aumentare l’attrattività e l’utilizzo del treno come mezzo di trasporto meno inquinante e sostenibile.

E si declinano tanto nella rifunzionalizzazione, nel potenziamento e nell'ammodernamento della rete e nel miglioramento delle sue performance (sicurezza, velocità, capacità, ecc), quanto nella realizzazione e gestione di collegamenti e impianti integrati e intermodali che massimizzino l’accessibilità della ferrovia sia per i passeggeri che per le merci.  

Linea Motta Santa Anastasia-Regalbuto: ViadottoGentile Ma anche nell’impegno per lo sviluppo tout court di una mobilità sostenibile che, insieme al treno, privilegi il trasporto collettivo, in particolare quello degli altri mezzi su rotaia (tranvie, metropolitane,ecc.), e i mezzi ad “impatto zero” di ciclisti e pedoni, ai quali RFI riserva un’attenzione particolare mettendo, tra l’altro, a disposizione tracciati ferroviari non più attivi per la realizzazione di percorsi ciclopedonali e facilitazioni per la l’accesso in stazione.

Con uno sguardo anche alle occasioni di turismo sostenibile e slow, per le quali, insieme alla Fondazione Ferrovie dello Stato, ha dato vita al progetto “binari senza tempo” riportando in funzione vecchie linee ferroviarie non più in esercizio su itinerari di natura, arte e cultura della provincia italiana su cui fa circolare i treni storici della Fondazione.