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Apparati Centrali

Per assegnare a ciascun treno il percorso previsto nelle stazioni, nei bivi o nelle altre località di servizio è necessario predisporre gli scambi nella posizione voluta, assicurarsi che il percorso del treno non abbia interferenze con il percorso di altri treni e sia libero nel momento programmato. Queste apparentemente semplici condizioni si concretizzano in forma sicura attraverso impianti tecnologici di varie generazioni, gli Apparati Centrali, che utilizzano sistemi elettromeccanici, elettrici o elettronici e sono gestiti dai Regolatori della Circolazione (DM).



Apparato Centrale Compiuterizzato

L’apparato centrale elettrico (ACE), di più antica progettazione, richiede che venga predisposto ogni singolo elemento (scambio, segnale, ecc) interessato dal percorso in stazione (itinerario) prima di concedere la via libera al treno. L’apparato centrale elettrico a itinerari (ACEI) realizza l’itinerario in sicurezza attraverso un unico comando impartito mediante un pulsante o una tastiera dal DM. Riducendo molto i tempi di preparazione degli itinerari, permette una maggiore capacità della stazione. Alcuni di questi apparati sono comandabili a distanza e quindi rendono possibile la gestione di più stazioni o di una intera linea in telecomando da un posto centrale attraverso il sistema CTC da parte di un unico Regolatore della Circolazione (DCO).

Con l’utilizzo dell’elettronica avanzata, si sono realizzati apparati unificati per più impianti (ACC) o più stazioni (ACCM) che, in base al programma di circolazione, comandano automaticamente a distanza gli itinerari inglobando  anche le condizioni di distanziamento dei treni nei tratti di linea ricompresi tra le stazioni e sono supervisionati a un Regolatore della Circolazione che interviene solo per confermare o aggiornare il programma di circolazione. Un livello di alta tecnologia e di massima sicurezza che insieme alla modularità dei componenti e alla loro manutenibilità garantisce maggiore regolarità alla circolazione e più capacità all’infrastruttura ferroviaria.


L’Apparato Centrale Computerizzato (ACC) rappresenta l’evoluzione tecnologica degli Apparati Centrali realizzati con tecnologia tradizionale elettromeccanica (ACE, ACEI, ACEIT in ordine di introduzione sulla rete). L’istituzione del primo gruppo di studio in ambito FS per lo sviluppo di tali impianti risale al 1985.

A fine 2015 sono in esercizio all’incirca 220 impianti ACC (stand-alone e Multistazione).

Scopo generico degli Apparati Centrali di una tratta, a prescindere dalla tecnologia, è garantire la movimentazione in sicurezza dei treni (e delle manovre ove previste), sia in stazione che in piena linea, attraverso la predisposizione e il bloccamento dei percorsi treno/manovra in stazione e la segnalazione al personale di bordo delle condizioni di via libera per tale percorso, tipicamente attraverso segnali luminosi a terra. La segnalazione di via libera rappresenta lo stadio finale di una logica che verifica lo stato di tutti gli enti di piazzale interessati dal movimento. Negli Apparati tradizionali tale logica è realizzata con componentistica elettromeccanica (relè).

Con l’introduzione degli apparati ACC le apparecchiature elettromeccaniche vengono sostituite con analoghi dispositivi elettronici, realizzati con componenti sia hardware che software, che garantendo comunque, al minimo, gli stessi livelli di sicurezza, migliorano i requisiti di Disponibilità degli apparati introducendo opportuni strumenti di Diagnostica automatizzata che permettono al personale della Manutenzione di effettuare le operazioni correttive in caso di guasto in tempi notevolmente ridotti rispetto alla soluzione elettromeccanica.

Questa evoluzione ha comportato una radicale trasformazione anche nelle metodologie di progettazione degli impianti e in quelle di verifica a tutti i livelli, introducendo di fatto la necessità dell’uso di strumentazioni specifiche. A tale scopo sono state redatte apposite procedure interne a RFI, che delineano, anche per gli aspetti di dettaglio, tutte le attività necessarie alla messa in servizio di un impianto. Tali procedure tengono ovviamente conto delle normative CENELEC di settore e delle nuove metodologie imposte dal coinvolgimento di ANSF in tali processi.



Apparato Centrale Compiuterizzato

Gli Apparati Centrali Computerizzati sono tipicamente di due tipi:

ACC: controllano un singolo impianto di stazione (stand-alone)

ACCM: controllano contemporaneamente più impianti di stazione e le relative tratte di blocco (Multistazione)

Un impianto ACC sostituisce in pratica l’impianto a relè di cabina di un ACEI, e le relative interfacce verso l’operatore (Banco di Manovra e Quadro Luminoso), mantenendo se possibile inalterata tutta la parte relativa al piazzale, ovvero dalle morsettiere di ammaraggio dei cavi verso l’esterno.

Esso acquisisce, in tempo reale, lo stato di tutti gli enti di piazzale, e ne comanda la movimentazione a seguito di specifichemanipolazioni dell’operatore attraverso l’interfaccia evoluta (basata, nelle ultime versioni, su monitor di tipo commerciale), che determina la disposizione a via libera (piena o degradata) dei segnali luminosi.

Gli impianti che gestiscono la circolazione in linea, sistemi di blocco, che gestiscono il distanziamento treni nelle tratte tra due stazioni limitrofe, sono ancora realizzati in maniera tradizionale (relè), e con essi si interfaccia il sistema ACC.

Un impianto ACCM, gestendo più stazioni, si differenzia da un ACC per avere un Posto Centrale che concentra le funzioni e le logiche di tutti gli impianti controllati, e una serie di Posti Periferici dislocati in corrispondenza dei piazzali, per il solo interfacciamento con gli enti, e collegati tipicamente con reti a fibra ottica. In questo caso gli enti interessati possono anche essere quelli di linea: in tal caso la logica di distanziamento treni è incorporata in quella di stazione al Posto Centrale Multistazione, PCM. La logica può comunque, per casi particolari (grandi Stazioni, impianti ACC già esistenti) essere talvolta allocata negli impianti periferici; in questo caso il PCM integrerà le funzionalità al solo scopo di visualizzarle correttamente nella Postazione Operatore di PCM.

Un ACCM quindi, di norma, gestisce una linea o un Nodo Ferroviario da un Centro dove di solito sono concentrati tutti gli Operatori della Circolazione. Da tale Centro è possibile impartire e ricevere Comandi/Controlli sicuri a tutti gli impianti controllati come se si fosse nella Postazione Locale; ciò differenzia l’ACCM dai normali impianti di Telecomando (CTC, SCC) che possono impartire comandi vitali solo per un limitato numero di casi. Ovviamente, per motivazioni legate alla circolazione o per le dimensioni delle stazioni sotto controllo, alcuni impianti potranno essere, temporaneamente o sempre, comandati/controllati da Dirigenti Movimento, DM, presenti nelle località degli impianti stessi.

Sulla tratta o sul Nodo sotto controllo si possono avere varie configurazioni di impianti. Di seguito le principali:

• tutti apparati a tecnologia elettronica, che a loro volta gestiscono le stazioni e le tratte fra le stazioni (Posto Periferico ACC, PPACC, Posti Periferici Multistazione, PPM);

situazioni miste in cui sono presenti stazioni sia a tecnologia innovativa (PPM, PPACC) che tradizionale; queste ultime sono opportunamente interfacciate al Centro con apparecchiature elettroniche denominate Posto Periferico GEA, PPGEA. Inoltre si potranno avere tratti di linea a tecnologia tradizionale, anch’esse interfacciate con apparecchiature elettroniche (GEA-L), e tratti nuovi (integrati nei PPM o PPACC).