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Le stazioni hanno storicamente accompagnato l’evolversi degli stili di mobilità e del territorio in cui sono inserite. Nate nell’Ottocento, come punti di snodo e di alimentazione dell'infrastruttura ferroviaria, con lo sviluppo della rete e dei collegamenti hanno progressivamente ampliato la gamma dei servizi offerti, assecondando mutamenti ed esigenze espresse dalla società. Nelle aree urbane, la loro architettura, in molti casi monumentale, da sempre è rappresentazione dell’importanza del servizio garantito a viaggiatori e cittadini e, nel contempo, elemento propulsore di sviluppo urbanistico.

La stazione è il luogo del movimento: esprime il dinamismo di uno spazio concepito per il viaggio e per lo scambio modale ed è protagonista di ciclici cambiamenti che accompagnano o stimolano l’evolversi degli stili di mobilità e del tessuto urbano in cui è inserita. La stazione è luogo di trasformazioni, è il segno delle nuove infrastrutture che sempre più - oltre a essere opere di ingegneria - esigono sensibilità e approcci diversi e complementari capaci di generare qualità e attrattività dei territori, di ridurre costi e tempi dello spostamento di persone e merci, di soddisfare una domanda crescente di mobilità nuova: facilmente accessibile, intermodale, attiva, collettiva, condivisa, inclusiva, sostenibile.