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progetto: Santiago Calatrava 

La stazione Reggio Emilia AV, situata a circa 4 km a nord dal centro di Reggio Emilia, è l’unica fermata intermedia sulla linea Alta Velocità Milano – Bologna.  Realizzata da RFI e cofinanziata dalla Regione Emilia -Romagna, la stazione, concepita per il rilancio territoriale e trasportistico dell'area, è stata progetta dall'architetto Santiago Calatrava, autore anche dei progetti dei tre ponti di scavalcamento della vicina autostrada A1. 

L’accesso ai treni è situato al primo piano della stazione, all’altezza dell’autostrada A1 che corre parallela, a circa 30 metri di distanza e che rende la stazione AV Mediopadana una delle opere architettoniche più viste. Da qui l’idea di Calatrava di una facciata ondulata che dona alla struttura, pur non avendo movimento, di acquisire quello di chi vi si muove intorno e, di notte l’illuminazione interna sottolinea l’andamento sinuoso trasformando la struttura in una lanterna al centro della Pianura Padana

Una copertura composta da una successione ripetuta di 19 portali a sezione chiusa e geometricamente differenti, per un totale di 457 portali, delinea l’andamento sinusoidale conferendo all’infrastruttura il particolare effetto onda. Per proteggere i passeggeri dagli eventi atmosferici, la copertura delle banchine laterali è in vetro stratificato, installato tra i portali di acciaio distanti tra loro un metro circa. 

La lunghezza complessiva della stazione è di 483 metri, la larghezza e l’altezza sono variabili fino a un massimo, rispettivamente, di 50 e 20 metri.

Per la sua posizione, la stazione Reggio Emilia AV Mediopadana oggi costituisce un importante nodo di scambio intermodale con il traffico su gomma, pubblico e privato ed in futuro anche con il traffico ferroviario attestato nella stazione al centro di Reggio Emilia grazie alla nuova fermata sulla linea ferroviaria Reggio – Guastalla attualmente in fase di realizzazione. 

Come una grande onda, Reggio Emilia AV è una stazione pensata per servire l'Area vasta che si estende da Modena a Parma, lambendo le province di Cremona, Mantova e Verona, individuando un bacino di potenziali utenti di circa 2 milioni di persone. Un landmark territoriale nato per innescare un processo di valorizzazione dell'area a nord della città di Reggio Emilia.