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Negli ultimi 2.500 anni, l'Italia è stata colpita da circa 560 eventi di VIII grado della scala Mercalli o più - circa uno ogni 4,5 anni (http://www.protezionecivile.gov.it/). Gran parte del territorio italiano, infatti, è sismicamente attivo, ad eccezione di poche aree stabili. La rete ferroviaria italiana comprende migliaia di ponti che sono stati progettati e costruiti negli ultimi 150 anni. Queste costruzioni mostrano in linea generale una buona resilienza agli eventi critici. Anche in tale contesto, per rendere efficaci le azioni di mitigazione, occorre una maggiore consapevolezza dell’hazard in connessione con una buona conoscenza della vulnerabilità degli Asset.

A seguito dell’emanazione dell’O.P.C.M n. 3274 del 20/03/2003, è stato introdotto un vincolo per la conduzione di verifiche delle strutture esistenti, programmate ed eseguite su base pluriennale. RFI ha sviluppato negli anni il censimento delle opere d’arte sensibili seguendo i dettami del suddetto decreto ed ha elaborato una lista in funzione della tipologia strutturale e della distribuzione geografica.

Sono in corso le verifiche di vulnerabilità sismica sulle opere che appartengono al sistema di grande viabilità ferroviaria, condotte sulla base delle risultanze di un’estesa campagna di indagini svolte in situ per la caratterizzazione dei materiali e dei terreni di fondazione. Sulla base degli esiti delle verifiche vengono predisposti opportuni piani che prevedono la progettazione e la realizzazione dell’intervento di miglioramento sismico della struttura analizzata. Inoltre, per la gestione dei minuti immediatamente successivi al verificarsi di una scossa sismica è attualmente in esercizio un sistema che, attraverso la localizzazione dell’epicentro del terremoto e la sua magnitudo, individua quali tratti di infrastruttura potrebbero aver subito un impatto più importante in modo da consentire alla Sala Operativa di RFI di applicare le opportune azioni mitigative nell’immediatezza dell’evento. Sono in fase di sviluppo delle metodologie avanzate per l’elaborazione di “shake-map” che consentono di stimare per ciascuna tratta ferroviaria della zona epicentrale lo scuotimento prodotto da un dato terremoto. Infine, è in fase di sperimentazione su una tratta pilota un sistema di Early Warning Sismico che intende agire in maniera automatica direttamente sulla circolazione delle linee investite da un evento sismico di una certa entità.