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Il dissesto idrogeologico rappresenta l’insieme dei processi di degradazione del suolo, che si verificano prevalentemente con determinate condizioni metereologiche. Nel nostro paese questo fenomeno ha un rilevante impatto sulla popolazione e sul territorio come evidenziato nel Rapporto sul Dissesto Idrogeologico pubblicato da ISPRA nel 2018. Ovviamente l’infrastruttura ferroviaria essendo un importante elemento territoriale con più di 16.000 km di linee ferroviarie in alcuni casi risente di questa problematica. 

Da sempre RFI è stata impegnata ad arginare le fenomenologie che impattano sull’infrastruttura, cercando soluzioni differenziate in funzione della tipologia di problematiche da affrontare. Infatti sulla nostra rete i fenomeni geomorfologici possono avere impatti diversi rispetto a quelli idraulici. Per questo motivo vengono studiate separatamente le soluzioni da adottare, non trascurando però che in entrambi il fattore climatico che li influenza è uno, ovvero le precipitazioni. Per rendere efficaci le azioni di mitigazione occorre una maggiore consapevolezza degli hazard in connessione con una buona conoscenza della vulnerabilità degli Asset. Quindi diventa importante, oltre che, conoscere il territorio e le sue peculiarità morfologiche, litologiche, antropiche anche come le condizioni meteorologiche possano impattare su di esso innescando fenomenologie che causano danni all’infrastruttura e come questa possa difendersi da queste. Abbiamo realizzato e costantemente aggiornato una mappatura dei reali e/o potenziali “hazard” che possano coinvolgere l’infrastruttura cercando di applicare le giuste politiche manutentive ordinarie e straordinarie. Per questa mappatura abbiamo utilizzato i Piani per l’Assetto Idrogeologico (PAI) e i Piani di Gestione Rischio Alluvione (PGRA) emanati dalle Autorità Distrettuali, inoltre il nostro personale studia attentamente i fenomeni locali che si possono verificare a seguito di un evento critico. Avanzati strumenti GIS ci hanno permesso di associare questi specifici hazard agli asset infrastrutturali assegnando una prioritarizzazione all’azione mitigativa che deve essere sempre garantita sia agendo con strategie «over time» ma che contemporaneamente devono essere accompagnate da un costante monitoraggio «real time» in modo da rendere più efficace la gestione del rischio. Efficientare questa gestione significa anche sviluppare innovativi strumenti che mettano a fattor comune hazard, asset, fattori ambientali ed evidenzino quando un rischio territoriale diventa rischio infrastrutturale, in modo da migliorare la fase decisionale tenuto conto anche della grande estensione della rete gestita.