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L’energia è una delle principali «variabili di influenza» della mobilità: da essa, dalla sua disponibilità e dal suo costo, dipende l’affermarsi dell’una o l’altra tecnologia di trasporto e della mobilità collettiva in generale.Ma l’energia è ancor prima una risorsa, spesso non rinnovabile e che comporta un costo ambientale – in termini di CO2 - ingente nel settore delle costruzioni e dei trasporti.

Coerentemente con l’impegno nazionale di decarbonizzazione, RFI e il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane sono da tempo impegnati in un percorso volto all’integrazione dei principi di sostenibilità – economica, ambientale e sociale – nelle proprie attività di business che ha portato a fissare l’obiettivo di lungo periodo di far diventare il Gruppo carbon neutral entro il 2050. In tale ambito, RFI ha avviato numerosi progetti che guardano da una parte alla riduzione dei consumi e dall’altro al miglioramento degli impatti: saranno quindi promesse iniziative per la produzione delle energie rinnovabili e per l’utilizzo di vettori alternativi a zero emissioni, come l’idrogeno, tendendo ad una progressivo abbattimento delle emissioni di CO2 sia nel trasporto ferroviario che nei processi industriali a supporto.

 

Progetto Idrogeno

Nel 2018 in Germania è entrato in esercizio commerciale il primo treno con trazione a idrogeno a zero emissioni lungo il percorso.Tale vettore, in determinate condizioni di produzione e approvvigionamento, può risultare migliorativo come impatto ambientale  anche sull’intero ciclo di vita del combustibile, in particolare se il combustibile viene prodotto da fonti rinnovabili e viene utilizzato oltre alla mobilità anche per usi energetici e industriali.

In questo contesto RFI è attivamente impegnata nell’approfondire tale aspetto, interloquendo con attori ferroviari e istituzionali, con il fine di realizzare un primo impianto /servizio pilota in territorio nazionale.

 

 

 

Officine solari

Integrare la sostenibilità nelle attività produttive vuol dire anche saper cogliere nuove opportunità di utilizzo degli asset industriali esistenti, valorizzandone l’uso in chiave sostenibile. 

RFI, per contenere la quantità di Co2 generata dalle attività svolte presso le sue officine, ha avviato il progetto “Officine solari” per realizzare impianti fotovoltaici sui tetti dei relativi fabbricati al fine di autoprodurre energia pulita sfruttando i raggi solari e contribuire a ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività.

L’iniziativa è articolata in due fasi distinte, dapprima nelle Officine nazionali di Bologna, Bari e Pontassieve e, in una fase successiva, nelle officine di Carini e Catanzaro. Oltre a benefici in termini di abbattimento delle emissioni climalteranti generate dalla produzione elettrica l’iniziativa permetterà di ridurre il costo di approvvigionamento di energia elettrica a mercato.

 

 

 

Recupero dell’energia di frenatura e controllo della tensione nelle sottostazioni a 3kVcc

I treni a trazione elettrica offrono in fase di frenatura la possibilità di sfruttare l’energia resa disponibile e di impiegarla ad esempio per altri treni presenti sulla linea o anche in altri modi. Sulle linee AV 25kVca la naturale reversibilità delle sottostazioni permette di sfruttare a pieno l’energia elettrica recuperata in fase di frenatura.

Sulle linee 3kVcc, essendo le sottostazioni non reversibili, è possibile in genere recuperare l’energia di frenatura solo se sono presenti altri treni in tratta; in assenza di treni sulla linea l’energia prodotta dalla frenatura elettrica viene dissipata sui reostati di bordo. Allo scopo invece di recuperare e reimpiegare comunque l’energia di frenatura, RFI ha posto in atto la sperimentazione di un sistema innovativo di recupero dell’energia e di controllo della tensione, appositamente progettato per i sistemi di trazione a 3 kV cc.

Le principali prerogative del sistema consistono nella regolazione continua della tensione di alimentazione, nel miglioramento della qualità dell’esercizio e nella quota di energia recuperata, a tutto vantaggio della sostenibilità.