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L’obiettivo di politica dei trasporti europea mira a sviluppare l’utilizzo dei sistemi di trasporto collettivo, in sostituzione della mobilità privata su gomma, per i benefici intrinseci che li caratterizzano, riassumibili in incremento dell’accessibilità, minori esternalità negative (emissioni ambientali inquinanti e  incidentalità), minore/migliore occupazione del suolo, riduzione dei consumi energetici, riduzione dei costi operativi di sistema, riduzione delle percorrenze door-to-door, potenziale di generazione di sviluppo economico/territoriale/urbanistico, promozione dell’innovazione tecnologica, sviluppo del mercato del lavoro. 

Le soluzioni tecnologiche per la mobilità collettiva disponibili sul mercato coprono un ampio range di caratteristiche prestazionali (velocità commerciali, posti offerti…), impegno infrastrutturale/tecnologico (ad es. per le vie di corsa) e relativi costi: si va dalle soluzioni su gomma su corsia dedicata (BRT), alle monorotaie, ai sistemi light rail e tranvie, fino ai sistemi ferroviari regionali e alle metropolitane, con un’ampia gamma di soluzioni intermedie ad elevato grado di specializzazione rispetto al contesto operativo di riferimento. Anche per livelli inferiori di domanda sono disponibili ulteriori soluzioni tecniche a guida vincolata potenzialmente interessanti. 

La decarbonizzazione e la sostenibilità dei sistemi di trasporto e di mobilità è una sfida pressante per mitigare il cambiamento climatico a livello globale, europeo e nazionale. Ciò ha portato nell'ultimo decennio allo sviluppo di un ventaglio di soluzioni tecnologiche di trasporto disponibili, orientate a rispondere alle nuove esigenze di domanda di un mondo sempre più urbanizzato, globalizzato e sostenibile. Inoltre il tasso di innovazione del settore è accelerato dagli sviluppi che la digitalizzazione offre. Differenziare le prestazioni e le caratteristiche di tali sistemi e comprendere il potenziale dei sistemi di trasporto e di mobilità nuovi e innovativi emergenti è fondamentale per poter implementare con successo percorsi di trasformazione dell'economia e della società.

In tale ambito, RFI è da anni impegnata nello studio dei nuovi sistemi di trasporto e di mobilità, con un focus sulle loro caratteristiche funzionali e sulle loro infrastrutture di supporto, al fine di identificare quelle soluzioni più mature e promettenti per integrare il sistema di mobilità del Paese e aumentare l'adduzione e la sinergia con il sistema ferroviario nazionale. In particolare, le attività di R&D sulle tecnologie di trasporto avanzate potrebbero essere utilizzate successivamente  anche nel sistema ferroviario, con benefici in termini di innovazione e incremento delle prestazioni.

Hyperloop

RFI ha avviato  attività congiunte di studio, ricerca e sviluppo tecnologico con una primazia azienda europea di settore Hyperloop. La collaborazione consentirà a RFI di acquisire una maggiore conoscenza del nuovo sistema infrastrutturale e tecnologico e della sua potenziale applicabilità nello specifico contesto nazionale.

Le attività congiunte di ricerca e sviluppo delle tecnologie avanzate studiate per Hyperloop potrebbero essere utilizzate successivamente anche nel sistema ferroviario, con benefici in termini di innovazione e incremento delle prestazioni. Lo studio consentirà, inoltre, di analizzare – anche attraverso specifici studi di fattibilità tecnico-economica – eventuali corridoi Hyperloop a maggior valenza per il traffico passeggeri, in sinergia con la rete nazionale gestita da RFI.

La collaborazione è per RFI un’opportunità per partecipare alla costruzione degli scenari futuri della mobilità, supportando la ricerca in un settore particolarmente vivace nell’ambito dello sviluppo di soluzioni innovative a supporto del trasporto collettivo e della sostenibilità economica, ambientale e sociale a livello europeo. 

 

 

 

Mobilità aerea

Rfi sta da tempo utilizzando droni in via sperimentale a supporto delle proprie attività di controllo dell’infrastruttura e di security, per i quali si rimanda agli specifici approfondimento.

Ma in un contesto in cui la Boeing ha completato oltre un anno fa con successo il primo test flight del suo prototipo di autonomous passenger air vehicle (PAV) per la mobilità aerea urbana, attraverso un aereo elettrico a decollo e atterraggio verticale e emergono i primi «droni» per il trasporto di merci, il sistema multimodale di trasporto non può non confrontarsi con la «terza dimensione».

In tale ambito RFI sta approfondendo l’opportunità di utilizzare i propri asset a supporto ed in integrazione con tali forme di trasporto per offrire una mobilità sempre più integrata connessa e rapida, soprattutto nelle aree ad alta densità abitativa.

 

 

Sistemi "lean"

Le soluzioni tecnologiche per la mobilità collettiva disponibili sul mercato coprono un ampio range di caratteristiche prestazionali (velocità commerciali, posti offerti…), impegno infrastrutturale/tecnologico (ad es. per le vie di corsa) e relativi costi: si va dalle soluzioni su gomma su corsia dedicata (BRT), alle monorotaie, ai sistemi light rail e tranvie, fino ai sistemi ferroviari regionali e alle metropolitane, con un’ampia gamma di soluzioni intermedie ad elevato grado di specializzazione rispetto al contesto operativo di riferimento. Anche per livelli inferiori di domanda sono disponibili ulteriori soluzioni tecniche a guida vincolata potenzialmente interessanti. 

Nell’ottica di massimizzare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del sistema di mobilità nazionale, RFI potrebbe estendere a sistemi a guida vincolata diversi dalla ferrovia tradizionale il perimetro delle soluzioni da realizzare e gestire.

Nel ruolo di “Gestore delle infrastrutture” RFI sarebbe in grado di offrire alcuni vantaggi: l’introduzione dei sistemi leggeri fra le alternative dei propri progetti, proponendo soluzioni realizzative che, in base alle caratteristiche della domanda, meglio si adattano al contesto; lo sfruttamento degli asset con integrazione infrastrutturale e di servizio nei nodi “comuni” di interscambio fra il sistema leggero e il sistema ferroviario tradizionale, che resta comunque la soluzione cardine nelle principali dorsali di mobilità; la possibilità di gestire soluzioni miste che si basino sul riutilizzo di vie ferrate esistenti, rientranti nel proprio asset, con mezzi più leggeri e flessibili; la pianificazione dei servizi integrata e gestione coordinata della circolazione e dell’informazione al pubblico a favore di una maggiore qualità complessiva del servizio offerto all’utenza; la possibilità di standardizzare su scala nazionale le tecnologie light rail/tranviarie adottate e conseguimento delle relative economie di scala nella realizzazione degli investimenti e nella gestione e manutenzione degli stessi.