Con il Piano Commerciale, redatto in coerenza con la strategia di sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria definita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Rete Ferroviaria Italiana adempie agli obblighi derivanti dall’art. 15 comma 5 e 6 del decreto legislativo 15 luglio 2015, n. 112 - Attuazione della direttiva 2012/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico (Recast). 

Ai sensi dell’art. 8 comma 1 della direttiva, gli Stati membri sviluppano infatti l’infrastruttura ferroviaria nazionale attraverso lo strumento della “strategia indicativa di sviluppo dell’infrastruttura” al fine di soddisfare le esigenze future in materia di mobilità in termini di manutenzione, rinnovamento e sviluppo dell’infrastruttura sulla base di un finanziamento sostenibile del sistema ferroviario. Nell’ambito di tale strategia, riferita ad un periodo di almeno 5 anni, lo Stato, attraverso lo strumento del Contratto di Programma, eroga al Gestore dell’Infrastruttura finanziamenti sufficienti in funzione dei compiti del Gestore della rete, che elabora il Piano Commerciale.

Il 1° marzo 2021 è stato pubblicato il Piano Commerciale edizione febbraio 2021 per adozione.

Il 5 agosto 2021 è stato pubblicato il Piano Commerciale edizione speciale PNRR – agosto 2021.

Cos’è il Piano Commerciale e qual è il suo scopo?

Guidato dalla strategia di sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria definita dallo Stato, il Piano illustra gli interventi programmati per lo sviluppo della rete e gli obiettivi ad essi connessi, con lo scopo di garantire l’uso, la fornitura e lo sviluppo ottimali ed efficienti dell’infrastruttura

Le azioni e gli interventi dichiarati nel documento hanno almeno una fase funzionale realizzativa finanziata nell’ambito del Contratto di Programma Parte investimenti 2017-2021 aggiornamento 2018/19 e, prevalentemente, previsione di attivazione tra il 2020 e il 2024.

A chi è rivolto?

È rivolto alle imprese di trasporto ferroviario, agli Enti locali e a tutti i soggetti interessati che possono così pianificare al meglio il proprio business in relazione ai servizi di trasporto, essendo a conoscenza degli sviluppi dell’infrastruttura nel prossimo futuro.

La sua pubblicazione rende disponibili e maggiormente fruibili tutte le informazioni relative all’infrastruttura ferroviaria e al suo sviluppo, in linea con quanto previsto nel Piano Industriale 2020 – 2024 di RFI.

Come è articolato?

Il Piano Commerciale, al fine di rappresentare lo sviluppo del network in ottica Cliente, illustra le azioni che sta mettendo in campo RFI secondo le tre linee di business: Trasporto Pubblico Locale, Lungo Percorso e Merci. E’ inoltre rappresentata l’offerta dei servizi extra PMdA.

 

Trasporto Pubblico Locale. Con oltre 16.000 km di rete e 2.000 punti di accesso a servizio dei viaggiatori, nel 2019 sono stati effettuati 204 milioni di treni chilometro del Trasporto Pubblico Locale. Tale produzione annua, pari a circa il 55% dei volumi circolanti sulla rete gestita da RFI, rappresenta il segmento di traffico di maggiore rilevanza. Con l’obiettivo di migliorare gli standard di qualità per il rilancio del settore, le principali azioni di RFI per lo sviluppo del business TPL riguardano:

  • il potenziamento dell’integrazione tra ferro e gomma
  • l’incremento della capacità dei nodi
  • la riduzione delle principali interferenze tra i flussi
  • la velocizzazione delle tratte extraurbane
  • lo sviluppo dei punti di interscambio in area urbana
  • il miglioramento dell’accessibilità dei servizi nelle stazioni, sia alle Imprese Ferroviarie che ai viaggiatori.

 

Lungo Percorso. Nell’attuale orario di servizio l’offerta  Alta Velocità è pari ad oltre 390 treni al giorno. A questa offerta si aggiungono i circa 90 treni al giorno del servizio Basic Nazionale e Internazionale e gli oltre 140 treni al giorno dell’offerta servizio Universale, per un totale di oltre 600 treni al giorno. RFI è impegnata ad incrementare le prestazioni della rete per rendere più competitivo il sistema della mobilità attraverso:

  • l’upgrading prestazionale e lo sviluppo della rete AV/AC
  • la velocizzazione dei tratti antenna AV
  • il potenziamento delle grandi direttrici di traffico della lunga percorrenza
  • l’eliminazione delle interferenze e dei conflitti di circolazione
  • l’upgrade dell’intera rete nazionale al sistema ERTMS

 

Merci. Il reticolo merci conta circa 175 stazioni per il traffico merci, a cui sono collegati oltre 340 impianti di terminalizzazione tra raccordi privati, porti e interporti. Negli ultimi anni, una delle principali sfide per l’Unione Europea e per i relativi Stati membri è stato il riequilibrio modale del trasporto di viaggiatori e merci a favore di sistemi di trasporto più sostenibili. Per migliorare le interconnessioni tra reti nazionali, la Commissione Europea ha identificato le reti trans-europee di trasporto (TEN-T), un insieme di infrastrutture lineari (ferroviarie, stradali e fluviali) e puntuali (nodi urbani, porti, interporti ed aeroporti) considerate rilevanti a livello comunitario. Entro il 2030 RFI adeguerà  gli oltre 5.000 km di Rete TEN-T Core agli standard qualitativi richiesti dall’UE. In questo quadro, al fine di generare/attrarre nuovo traffico inserendo la nostra penisola al centro dei flussi trasportistici di merce dal Far East al centro Europa, il piano di sviluppo del trasporto merci  poggia su tre pilastri fondamentali:

  • il potenziamento prestazionale della rete
  • il potenziamento dei principali terminali logistici portuali e terrestri
  • il potenziamento diffuso dei collegamenti con i distretti industriali

 

Servizi extra PMdA. In questa sezione viene rappresentata l’offerta del Gestore per i servizi extra PMdA. 

Il giorno 19 aprile 2021 è stato corretto un refuso nel grafico di pagina 624, nel quale veniva erroneamente rappresentato un valore dei treni*km merci annui prodotti nel 2019 pari a 51 milioni, invece di 49 milioni.

 

 

Il Gestore dell’Infrastruttura Ferroviaria nazionale è stato chiamato a svolgere un ruolo fondamentale nella definizione e nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con riferimento, in particolare, agli investimenti previsti nella Missione 3 “Infrastrutture per una mobilità sostenibile” destinati per l’80% a interventi di sviluppo e potenziamento della rete ferroviaria nazionale. Ciò in coerenza con il ruolo attribuito al trasporto ferroviario nel quadro degli obiettivi definiti dalla ‘Sustainable and Smart Mobility Strategy’ (SSMS) proposta dalla CE nel 2020 per contribuire alla riduzione del 90% delle emissioni di Co2 entro il 2050, e per completare lo spazio unico europeo dei trasporti delineato con il Libro Bianco del 2011 anche al fine di promuovere la coesione, ridurre le disparità regionali, migliorare la connettività e l'accesso al mercato interno per tutte le regioni.

Conclusasi la fase approvativa del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sia a livello comunitario che nazionale, il Gestore ha deciso di pubblicare un’integrazione del Piano Commerciale – edizione febbraio 2021, che rimane in vigore fino al prossimo aggiornamento.

L’obiettivo prevalente di questa edizione straordinaria è dare evidenza a tutti gli Stakeholder dei principali investimenti che RFI, grazie alle risorse stanziate nell'ambito del PNRR, metterà in campo nel prossimo quinquennio 2022-2026. Oggetto del documento sono, pertanto, gli interventi finanziati almeno per una fase funzionale che produrranno benefici commerciali apprezzabili per le Imprese Ferroviarie e per i clienti finali. Per completare il quadro degli investimenti previsti, sono inoltre descritti i nuovi progetti finanziati nell’aggiornamento 2020/2021 del CdP-I.

Come è articolato?

Il documento è organizzato in linea con l’articolazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che prevede, per la Missione 3, otto ambiti di investimento:

  • Investimento 1.1: Collegamenti ferroviari ad Alta Velocità verso il sud per passeggeri e merci;
  • Investimento 1.2: Linee ad Alta Velocità nel Nord che collegano all’Europa;
  • Investimento 1.3: Connessioni diagonali;
  • Investimento 1.4: Rafforzamento del sistema europeo di gestione del trasporto ferroviario (ERTMS);
  • Investimento 1.5: Rafforzamento dei nodi ferroviari metropolitani e dei collegamenti nazionali chiave;
  • Investimento 1.6: Potenziamento delle linee regionali;
  • Investimento 1.7: Potenziamento, elettrificazione e aumento della resilienza delle ferrovie nel sud;
  • Investimento 1.8: Miglioramento delle stazioni ferroviarie nel sud.

Come capitolo conclusivo sono stati aggiunti i progetti finanziati nell’aggiornamento 2020/2021 del Contratto di Programma – Investimenti, al fine di fornire un quadro più completo possibile della futura infrastruttura nazionale.

Nella seconda parte del documento, i progetti sono stati aggregati per regione, dando così la possibilità di visualizzare velocemente gli interventi ricadenti nello stesso territorio. 

In data 13 agosto 2021 è stata pubblicata una revisione del documento per correggere due refusi riportati alle pagine 58, 222, 80 e 216.