A A A

Con il Piano Commerciale, redatto in coerenza con la strategia di sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria definita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Rete Ferroviaria Italiana adempie agli obblighi derivanti dall’art. 15 comma 5 e 6 del decreto legislativo 15 luglio 2015, n. 112 - Attuazione della direttiva 2012/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico (Recast). 

Ai sensi dell’art. 8 comma 1 della direttiva, gli Stati membri sviluppano infatti l’infrastruttura ferroviaria nazionale attraverso lo strumento della “strategia indicativa di sviluppo dell’infrastruttura” al fine di soddisfare le esigenze future in materia di mobilità in termini di manutenzione, rinnovamento e sviluppo dell’infrastruttura sulla base di un finanziamento sostenibile del sistema ferroviario. Nell’ambito di tale strategia, riferita ad un periodo di almeno 5 anni, lo Stato, attraverso lo strumento del Contratto di Programma, eroga al Gestore dell’Infrastruttura finanziamenti sufficienti in funzione dei compiti del Gestore della rete, che elabora il Piano Commerciale.

Cos’è il Piano Commerciale e qual è il suo scopo?

Guidato dalla strategia di sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria definita dallo Stato, il Piano illustra gli interventi programmati per lo sviluppo della rete e gli obiettivi ad essi connessi, con lo scopo di garantire l’uso, la fornitura e lo sviluppo ottimali ed efficienti dell’infrastruttura.

Le azioni e gli interventi dichiarati nel documento hanno, prevalentemente, previsione di attivazione tra il 2019 e il 2023, in coerenza con il Piano Industriale di RFI. Sono presenti, inoltre, anche interventi significativi in termini di ricadute commerciali con previsione di attivazione oltre Piano, comunque previsti nel nuovo Contratto di Programma 2017 - 2021, Parte investimenti, per i quali è già finanziata almeno una fase funzionale realizzativa.

A chi è rivolto?

È rivolto alle imprese di trasporto ferroviario, agli Enti locali e a tutti i soggetti interessati che possono così pianificare al meglio il proprio business in relazione ai servizi di trasporto, essendo a conoscenza degli sviluppi dell’infrastruttura nel prossimo futuro.

La sua pubblicazione rende disponibili e maggiormente fruibili tutte le informazioni relative all’infrastruttura ferroviaria e al suo sviluppo, in linea con quanto previsto nel Piano Industriale 2019 – 2023 di RFI.

Come è articolato?

Il Piano Commerciale, al fine di rappresentare lo sviluppo del network in ottica Cliente, illustra le azioni che sta mettendo in campo RFI secondo le tre linee di business: Trasporto Pubblico Locale, Lungo Percorso e Merci.

► Trasporto Pubblico Locale. Con oltre 16.000 km di rete e 2.000 punti di accesso a servizio dei viaggiatori, nel 2019 sono stati effettuati 204 milioni di treni chilometro del Trasporto Pubblico Locale.Tale produzione annua, pari a circa il 55% del volumi circolanti sulla rete gestita da RFI, rappresenta il segmento di traffico di maggiore rilevanza. Con l’obiettivo di migliorare gli standard di qualità per il rilancio del settore, le principali azioni di RFI per lo sviluppo del business TPL riguardano:

- il potenziamento dell’integrazione tra ferro e gomma
- l’incremento della capacità dei nodi
- la riduzione delle principali interferenze tra i flussi
- la velocizzazione delle tratte extraurbane
- lo sviluppo dei punti di interscambio in area urbana
- il miglioramento dell’accessibilità dei servizi nelle stazioni, sia alle Imprese Ferroviarie che ai viaggiatori.

► Lungo Percorso. Nell’attuale orario di servizio l’offerta  Alta Velocità è pari ad oltre 390 treni al giorno. A questa offerta si aggiungono i circa 90 treni al giorno del servizio Basic Nazionale e Internazionale e gli oltre 140 treni al giorno dell’offerta servizio Universale, per un totale di oltre 600 treni al giorno. RFI è impegnata ad incrementare le prestazioni della rete per rendere più competitivo il sistema della mobilità attraverso:

- l’upgrading prestazionale e lo sviluppo della rete AV/AC
- la velocizzazione dei tratti antenna AV
- il potenziamento delle grandi direttrici di traffico della lunga percorrenza
- l’eliminazione delle interferenze e dei conflitti di circolazione
- l’upgrade dell’intera rete nazionale al sistema ERTMS

► Merci. Il reticolo merci conta circa 211 stazioni per il traffico merci, a cui sono allacciati oltre 330 impianti di terminalizzazione tra raccordi privati, porti e interporti, a cui si aggiungono i 28 scali RFI. Negli ultimi anni, una delle principali sfide per l’Unione Europea e per i relativi Stati membri è stato il riequilibrio modale del trasporto di viaggiatori e merci a favore di sistemi di trasporto più sostenibili. Per migliorare le interconnessioni tra reti nazionali, la Commissione Europea ha identificato le reti trans-europee di trasporto (TEN-T), un insieme di infrastrutture lineari (ferroviarie, stradali e fluviali) e puntuali (nodi urbani, porti, interporti ed aeroporti) considerate “rilevanti” a livello comunitario RFI adeguerà entro il 2030 gli oltre 5.000 km di Rete TEN-T Core agli standard qualitativi richiesti dall’UE. In questo quadro, al fine di generare/attrarre nuovo traffico inserendo la nostra penisola al centro dei flussi trasportistici di merce dal Far East al centro Europa, il piano di sviluppo del trasporto merci  poggia su tre pilastri fondamentali:

- il potenziamento prestazionale della rete
- il potenziamento dei principali terminali logistici portuali e terrestri
- il potenziamento diffuso dei collegamenti con i distretti industriali

E’ inoltre stata introdotta una nuova sezione dedicata ai servizi extra pacchetto minimo di accesso.

RFI ha pubblicato il 27 febbraio 2020 il documento per adozione.