Bari, 25 febbraio 2026 – Dal 5 all’8 marzo la stazione di Bari Centrale sarà interessata da interventi di potenziamento tecnologico e infrastrutturale a cura di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) che comporteranno una rimodulazione dell’offerta ferroviaria nel nodo di Bari.
Gli interventi
Gli interventi prevedono il completamento del raddoppio della linea Taranto – Bari in ingresso a Bari Centrale e le modifiche al piano del ferro della stazione per consentire l'interscambio tra i diversi gestori afferenti alla stazione. Contestualmente verrà attivato il nuovo Apparato Centrale Computerizzato (ACC), sistema all’avanguardia per la gestione della circolazione ferroviaria in sicurezza che garantirà una maggiore regolarità dei treni all’interno del nodo di Bari.
Benefici attesi
L’attivazione dell’ACC consentirà di velocizzare alcuni itinerari di arrivo/partenza lato Foggia garantendo una maggiore affidabilità tecnologica e creando le condizioni per attivare la prossima interconnessione della stazione di Bari Centrale con la rete di Ferrotramviaria.
Il completamento del raddoppio della linea Bari – Taranto consentirà di potenziare l’offerta ferroviaria tra il capoluogo jonico e Bari.
Programma dei lavori
Per limitare i disagi a studenti e pendolari le attività sono state programmate a ridosso del weekend. I maggiori impatti si concentreranno sabato 7 marzo e nella mattina di domenica 8 marzo quando la fermata di Bari Centrale sarà inibita a tutti i treni.
Nelle giornate di giovedì 5 e venerdì 6 marzo la fermata di Bari Centrale sarà accessibile ai treni della relazione Barletta-Fasano mentre sarà inibita ai treni delle relazioni Foggia-Bari, Lecce-Bari, Bari-Taranto, Bari-Bitritto e delle linee FSE.
Il programma di dettaglio dei treni interessati e delle fermate alternative nel nodo di Bari è disponibile sui canali di vendita delle imprese ferroviarie.
Le attività, svolte da tecnici di RFI, FS Engineering e delle imprese appaltatrici vedranno al lavoro oltre 100 tecnici dislocati sul nodo di Bari.
L’investimento economico complessivo è di circa 120 milioni di euro.